KINTO Future Cup 2026: la filiera che può cambiare il futsal italiano e finalmente spegnere qualche satellite artificiale costoso.

KINTO Future Cup2026: la filiera che può cambiare il futsal italiano e finalmente spegnere qualche satellite artificiale costoso. 


Il futuro non si improvvisa.
Si costruisce.

immagine di proprietà della divisione calcio a 5





Forse dovremmo dirlo a Roberto Baggio: nel futsal, finalmente, qualcuno sta provando a prendere sul serio la sua idea più potente. Il talento va protetto, formato, accompagnato. Altrimenti resta una scintilla nel buio.

Nel futsal, soprattutto dopo le delusioni delle Nazionali maggiori maschile e femminile nei rispettivi tornei internazionali, è emersa una verità difficile da ignorare: forti con i deboli, fragili quando il livello si alza. Gli “avversari ingiocabili” non sono un alibi. Sono una radiografia. E quella radiografia ha mostrato i limiti di un sistema che per anni ha preferito raccontarsi più che costruirsi.

Il futuro si costruisce con una parola che in Italia abbiamo usato poco: filiera.
Per filiera intendiamo un percorso strutturato e continuo che parte dal territorio, passa per selezione e formazione, e accompagna il talento fino alla Nazionale maggiore senza scorciatoie improvvisate.

La KINTO Future Cup non è solo un torneo giovanile. È un progetto federale che lavora prima del torneo, durante e soprattutto dopo. Non seleziona soltanto: osserva, monitora, collega territori e Nazionali giovanili, crea continuità tecnica.

Non è una vetrina. È un meccanismo.

50 raduni e oltre 600 profili: la differenza sta nella rete

La quinta edizione 2025-2026 prevede oltre 50 raduni su tutto il territorio nazionale e un evento finale fissato per il 22 e 23 giugno in Emilia-Romagna. Nel ciclo precedente sono stati oltre 600 i profili visionati.

Questo dato è fondamentale: non si parla più di scegliere pochi nomi già visibili, ma di coprire l’intero movimento. Più osservazioni significano maggiore probabilità di intercettare talento reale.

Il progetto coinvolge la Divisione Calcio a 5, Club Italia e il Settore Giovanile e Scolastico. È un’infrastruttura tecnica, non un evento episodico.

Dalla Future Cup alla Nazionale Under 19: dati concreti

Non è teoria. È già accaduto.

Nel percorso verso l’Europeo Under 19, diversi giocatori provenienti dal circuito Future Cup sono entrati stabilmente nel giro azzurro. Tre ragazzi hanno partecipato alla fase finale europea, con presenze e reti segnate. Ancora più significativo il dato strutturale: una parte rilevante del gruppo Under 19 era composta da profili passati dalla Future Cup.

Esempi verificabili:

  • Gaetano Centorrino – Meta Catania

  • Enrico Alves – Orange Futsal Asti

  • Geremia Bui – Came Treviso (Serie A)

  • Tommaso Ciardelli – Prato

  • Ayoub Belfassi – Villorba

  • Amin Moufakir – Rovereto

Questo è ciò che significa filiera: raduno, selezione, Nazionale giovanile, approdo ai club di Serie A.

Le parole dei protagonisti

Tommaso Ciardelli ha raccontato che senza la Future Cup probabilmente non avrebbe avuto la stessa opportunità di entrare nel giro nazionale. Ha parlato di crescita mentale, di velocità di pensiero, di confronto ad alta intensità.

Nel femminile, Alice Virdis, MVP dell’edizione 2024, ha spiegato come il progetto le abbia permesso di farsi conoscere su scala nazionale, accelerando il percorso tecnico.

Queste non sono frasi di circostanza. Sono indicatori di impatto.

Il caso maschile: una fotografia europea

All’ultimo Europeo, l’Italia maschile è uscita ai quarti contro la Spagna, dopo un girone con sfide contro Portogallo e altre nazionali europee.

Non è un crollo storico. È una fotografia.

La rosa era composta da un mix di italiani di formazione e naturalizzati cresciuti nei club di Serie A. Modello legittimo, comune nel futsal moderno. Ma la domanda strutturale resta: quanti giocatori della maggiore provengono da una filiera federale consolidata e quanti emergono esclusivamente dal percorso clubistico?

La differenza non è nel passaporto. È nella struttura.

Se la base interna è forte, ogni innesto diventa moltiplicatore.
Se la base è fragile, ogni innesto rischia di essere una soluzione temporanea.

Il segnale territoriale: l’Abruzzo dentro la rete

La quinta edizione riparte anche con stage nel femminile a Montesilvano. Non è folklore locale. È un segnale tecnico. Significa che il territorio è dentro la rete federale.

E quando la rete è reale, anche realtà come Accademia Pineto o i club abruzzesi non sono periferia, ma parte di un sistema osservato e collegato.

La filiera funziona solo se è diffusa.

Meno slogan, più struttura

Il futsal italiano non ha bisogno di raccontarsi migliore.
Ha bisogno di diventarlo con continuità.

La KINTO Future Cup dimostra che una strada alternativa esiste: scouting capillare, raduni distribuiti, collegamento diretto con le Nazionali giovanili e con la Serie A.

Le stelle vere emergono quando il sistema crea gravità.

Se questa filiera verrà accompagnata fino alla Nazionale maggiore, senza blocchi e senza scorciatoie, allora il cambiamento non sarà una promessa. Sarà una conseguenza.

Il futuro non si improvvisa.
Si costruisce.

Un caro Saluto 

#adminpierlu #disabatin

Fonti

Divisione Calcio a 5 – Comunicato quinta edizione KINTO Future Cup
https://divisionecalcioa5.it/news/kinto-future-cup-parte-la-quinta-edizione-50-raduni-in-programma-evento-finale-il-22-e-23-giugno-in-emilia-romagna

Divisione Calcio a 5 – Resoconti Future Cup e Nazionale Under 19
https://divisionecalcioa5.it

UEFA Futsal EURO – Risultati e percorso Italia
https://www.uefa.com/futsaleuro

FIGC Nazionali – Comunicati ufficiali
https://www.figc.it/it/nazionali

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