Benedetta Porcaroli, il nuovo volto forte del cinema italiano

Benedetta Porcaroli, il nuovo volto forte del cinema italiano



In questi giorni il nome di Benedetta Porcaroli gira ovunque perché alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 ha vinto il Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile con il film “Il rapimento di Arabella”, diretto da Carolina Cavalli. Un riconoscimento importante, che la consacra definitivamente come una delle attrici più interessanti della sua generazione.

Nel film interpreta Holly, una giovane donna sospesa, irrisolta, che ritrova un pezzo di sé nell’incontro con la piccola Arabella. È un ruolo fragile e spigoloso, in linea con quei personaggi inquieti che Benedetta ama portare sullo schermo. La critica ha sottolineato la capacità dell’attrice di tenere il film sulle sue spalle, con uno sguardo che oscilla tra smarrimento e ironia. Da qui parte il perché se ne parla tanto: Venezia l’ha messa ufficialmente nella mappa delle grandi interpreti europee.

Chi è Benedetta Porcaroli

Nata a Roma l’11 giugno 1998, Benedetta cresce tra studi classici e set. Dopo il liceo si iscrive a Filosofia alla Sapienza, ma la carriera artistica prende presto il sopravvento. Inizia con la televisione e si fa notare in “Tutto può succedere”, dove interpreta Federica Ferraro, la figlia adolescente con una sensibilità complessa, già lontana dallo stereotipo della “ragazzina carina”.

La vera esplosione arriva però con “Baby”, la serie Netflix che racconta le vicende ispirate al caso delle baby squillo dei Parioli. Nel ruolo di Chiara Altieri, Benedetta regge tre stagioni con una performance che mescola fragilità, ribellione e bisogno disperato di essere vista. È il personaggio che la fa conoscere a un pubblico internazionale e che le apre le porte del cinema d’autore.

Dal successo di “18 regali” ai ruoli drammatici più maturi

Il salto decisivo sul grande schermo arriva con “18 regali” di Francesco Amato, dove interpreta Anna, la figlia che cresce con i doni lasciati dalla madre prima di morire. Il film, ispirato alla storia vera di Elisa Girotto, è un dramma emotivo molto forte e il personaggio di Benedetta è il cuore pulsante della storia.

Per questo ruolo l’attrice ottiene la candidatura ai David di Donatello come migliore attrice non protagonista e ai Nastri d’argento, oltre al premio Nuovo Imaie come miglior attrice rivelazione al Bif&st. Sono riconoscimenti che non arrivano per caso: segnano l’ingresso di Benedetta nel gruppo ristretto delle interpreti giovani su cui il cinema italiano decide di puntare davvero.

Subito dopo arrivano titoli ancora più duri e complessi. In “La scuola cattolica” interpreta Donatella Colasanti, una delle vittime del massacro del Circeo. È un ruolo pesante, che porta addosso la memoria di una delle pagine più nere della cronaca italiana. In questo film Porcaroli dimostra di saper reggere storie difficili senza mai scivolare nel sensazionalismo.

Con “Amanda”, ancora diretta da Carolina Cavalli, trova uno dei personaggi più originali della sua carriera. Il film le vale la candidatura ai David di Donatello come migliore attrice protagonista e nuove candidature ai Nastri d’argento. È il segnale che il sistema cinema la riconosce ormai non solo come promessa, ma come presenza stabile.

Serie, romanzi storici e grandi registi

Parallelamente al cinema, Benedetta continua a lavorare in televisione. Dopo “Tutto può succedere” e “Baby”, nel 2025 arriva “Il Gattopardo”, la nuova versione seriale del romanzo di Tomasi di Lampedusa, prodotta per Netflix. Qui interpreta Concetta Corbera di Salina, personaggio centrale in una delle storie più iconiche della nostra letteratura. Anche per questo ruolo ottiene una candidatura ai Nastri d’argento Grandi Serie.

Negli ultimi anni ha lavorato con registi importanti e molto diversi tra loro.
Con Paolo Genovese in “Perfetti sconosciuti” ha mosso i primi passi al cinema.
Con Francesco Amato in “18 regali” ha trovato un personaggio che l’ha fatta crescere.
Con Francesca Archibugi in “Il colibrì” è entrata in un film corale di altissimo profilo.
Con Pietro Castellitto in “Enea” ha affrontato un cinema più sperimentale e generazionale.
Con Carolina Cavalli, tra “Amanda” e “Il rapimento di Arabella”, ha costruito un asse creativo che sembra destinato a durare.

Il suo percorso racconta una cosa molto semplice e molto seria: Benedetta sceglie progetti che rischiano, quasi sempre legati a personaggi in crisi, irregolari, fuori posto. Non è la classica “brava ragazza” da commedia leggera, ma una protagonista che ama stare in territori emotivi complicati.

Premi e riconoscimenti

Nel giro di pochi anni, il palmares di Benedetta Porcaroli si è riempito in fretta.

Ha vinto un Nastro d’argento nel 2019 come talento emergente.
Ha ottenuto la candidatura ai David di Donatello 2021 come migliore attrice non protagonista per “18 regali”.
Ha ricevuto la candidatura ai David 2023 come migliore attrice protagonista per “Amanda”.
Ha vinto premi internazionali come il miglior ruolo femminile al Festival di Biarritz sempre per “Amanda”.
Nel 2025 ha conquistato il Premio Orizzonti a Venezia per “Il rapimento di Arabella”, che è oggi il riconoscimento simbolo del suo salto di livello.

Sono tanti tasselli di un puzzle che la colloca stabilmente tra le attrici italiane più premiate e nominate della sua generazione.

Immagine pubblica e vita privata

Negli ultimi anni si è parlato molto di lei anche per la vita privata, in particolare per la relazione con Riccardo Scamarcio, conosciuto sul set de “L’ombra del giorno”. Benedetta però, nelle interviste, continua a riportare il fuoco sulla sua idea di lavoro: recitazione come spazio di libertà, storie che interrogano il presente, personaggi femminili mai banali.

In un panorama dove spesso conta più l’immagine che il contenuto, Benedetta Porcaroli rappresenta esattamente il contrario. Il premio a Venezia per “Il rapimento di Arabella” non è solo un sigillo su una singola interpretazione, ma la conferma che dietro quei ruoli inquieti e imperfetti c’è una vera autrice di personaggi, non solo un volto da copertina.


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